Cantieri, i lavori in quota e il ruolo del Committente

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Una recente sentenza della Corte di Cassazione – la Sentenza n° 5477 del 06 febbraio 2018, tratta un infortunio con lesioni guaribili in più di 200 giorni, causato da una caduta di 3,5 metri a seguito dello sfondamento del lucernario durante la sostituzione di un manto di copertura.
Per tale evento venne rinviato a giudizio anche il Committente in quanto colpevole di non aver fornito alle imprese in oggetto idonee informazioni sui rischi esistenti, di non aver verificato l’operato del Coordinatore della sicurezza nei cantieri in fase di progettazione ed esecuzione e di non aver favorito la cooperazione tra le imprese appaltatrici per quanto riguarda l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dei rischi sul lavoro.
Al Coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione invece, è stato contestato il fatto di non aver valutato tutti i rischi, particolarmente quelli relativi alla caduta dall’alto, all’interno del PSC (piano di sicurezza e coordinamento) e di non aver verificato l’applicazione delle prescrizioni previste all’interno del documento redatto.
In merito alle contestazioni rivolte alla Committenza, quest’ultima ha risposto dicendo di non essere a conoscenza della presenza in cantiere dell’impresa subappaltatrice e pertanto è esclusa la violazione dell’obbligo di informazione dei rischi esistenti. Infatti, gli obblighi di informazione sui rischi per le imprese subappaltatrici spettano all’impresa appaltatrice considerata quindi sub-Committente.
Per quanto riguarda invece, la mancata verifica dell’adempimento degli obblighi del Coordinatore sicurezza cantieri, per la corretta progettazione ed esecuzione dei lavori, si premette che la nomina di un Coordinatore non esonera il Committente dalla responsabilità di verificare l’adempimento, da parte del tecnico, degli obblighi di cui all’art 91, comma 1 e 92, comma 1.
In caso di cantieri temporanei o mobili vi è però la possibilità da parte del Committente di nominare un RdL (Responsabile dei lavori) e un Coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione in quanto il primo potrebbe essere privo di conoscenze tecniche adeguate. I ruoli di coordinatore possono essere infatti ricoperti dal Committente solo in caso quest’ultimo possegga i requisiti professionali previsti per legge.
Pertanto, all’interno di cantieri temporanei e mobili gli obblighi del Committente sono nettamente distinti da quelli del Coordinatore. Gli obblighi del Committente consistono nella sola verifica materiale della regolare esecuzione da parte del coordinatore dei suoi compiti.
In conclusione, la sentenza prevede che il Committente sia responsabile solo qualora non abbia verificato la concreta elaborazione del piano di sicurezza e coordinamento da parte del Coordinatore senza accorgersi di macroscopiche inadeguatezze del documento. La Sentenza della Cassazione n° 5477 del 06 febbraio 2018 in sostanza rivede il ruolo del Committente in caso di lavori in quota, cioè una specifica attività che può riscontrarsi nei cantieri mobili.